
VECCHIO
Vuote parabole, procaci gerani
Dormono su ringhiere spente,
lento un vecchio s’ affaccia
ritira dei panni smunti
attorno solo ciechi silenzi
Porta gli occhi al cielo,
oracolo muto delle sue memorie,
nenie interrotte, magiche litanie
ti riportano l’azzurro di Corfù,
isola dei dolci inganni,
di mesi inermi ad aspettare
le croci di un vile massacro
la fuga, lassù, sulle montagne,
passi pesanti affondano nella neve,
la fame… il freddo ti lega le ossa,
la lotta, la speranza di libertà
e poi Maria, ti amava Maria,
la passione di una vita,
i suoi caldi baci, le sue carezze
ora un fruscio d’ali ti sorprende
un ingordo colombo becca
le tue briciole di vuoto,
di giorni sempre uguali,
di vecchi cruciverba riposti là
tra sigari e tazze vuote di caffé |