stagione 2009
Sangue Giovane
performance-text con Loredana Siragusa, Claudio Meloni
REGIA ELISA FARINA
Una vita di solitudine e disperazione scandita annualmente dalla visita delle vecchie compagne di scuola. Una vendetta covata per anni che finalmente vede il suo realizzarsi.
Il personaggio di Sangue Giovane è una donna che ha saputo tenere dentro di se l'umiliazione e la mortificazione alla sua femminilità e alla sua vanità avvenuta in età adolescenziale ad opera della sua amica del cuore. Sessanta anni passano ma non bastano a cancellare quel dolore. Sessanta anni di incontri annuali con la stessa amica colpevole dell'oltraggio. La vendetta, finalmente e l'allontanamento. Ma la solitudine e il vuoto che diventa gelo. Anche l'odio riempie e permette di vivere.
Le musiche nei movimenti di un corpo che forse è l'anima della donna. Le amiche ridotte ormai ad esseri inconsistenti
A Mezzanotte
con Loredana Siragusa, Ilaria D'Agata e Caterina Genta
REGIA ELISA FARINA
In un futuro iper-tecnologico, l'essere umano posto di fronte alle proprie paure si rivela fragile e insicuro. I progressi della scienza e della tecnica non hanno certo il potere di modificare le reazioni emotive e psicologiche dell'uomo, che dotato di sentimenti resta, nel futuro come nel passato, in bilico tra l'immagine di se riflessa nella propria mente e quella negli occhi degli altri.
In scena una donna e il suo alter ego a sviscerare ricordi e paure, rimorsi e pentimenti, scoprendo appunto una fragilità immutabile nel tempo. La danzatrice, come statua d'argilla a nascondere la propria umanità, pronta però a riemergere ed imporsi a completamento di un percorso del cuore attraverso il riconoscimento delle proprie inadeguatezze. Le musiche di Laurie Anderson e le poesie di Alda Merini creano e sottolineano il contrasto tra l'asettico metallico della tecnologia più estrema e la sofferta consapevolezza del proprio essere”uomini
Amore e follia
drammaturgia di movimento con Claudio Meloni
REGIA ELISA FARINA
Un essere umano preda delle sue emozioni. Il rifiuto di giungere ad una consapevolezza adulta. Il dolore del ricordo. La precisa sensazione che il passaggio alla compiutezza distruggerà emozioni e spontaneità. I sentimenti che con lui giocano a nascondino in una metafora della vita emotiva degli esseri umani.
In scena un uomo, solo, a cercare di riempire la sua vita con sentimenti ed emozioni, dar loro una collocazione. Il doppio piano della vita interiore, piena di ricordi e restia ad abbandonare il mondo dell’infanzia, e della vita sociale, adulta e consapevole, ma anche soffocante nella lotta per rimanere se stessi.
Una drammaturgia che si serve delle emozioni in movimento di un corpo, non danza, ma recitazione emotiva.
La voce fuori scena ad accompagnare la scoperta di se stessi. Le musiche tradizionali irlandesi per favorire la ricerca e la concentrazione.
L’istallazione in tubi innocenti nell’essenzialità e nella rudezza dei due piani di vita, una fotografia estremamente accesa fatta di colori saturi e lampi improvvisi



